|
|
E' nato il nuovo porton del Veneto: VenetoLIFE.it |
Il lago di Auronzo
Il lago di Auronzo è uno splendido specchio d'acqua dove passare ore
in buona compagnia o rilassarsi lontano dai rumori.
E' possibile passeggiare lungo le sue sponde per respirare l'aria pura
in qualunque stagione, sia di giorno che di notte, in quanto illuminato
e grazie ad una passerella naturale.

Caratteristiche - Detto anche lago di
Santa Caterina, è alimentato dal torrente Ansiei, e si è formato negli
anni trenta, dopo la costruzione di una diga Enel, trasformando così
Auronzo in una cittadina rivierasca.
E' situato ad una altitudine di 830 m con una superficie di 0,3 Kmq ed
una profondità massima di 47 m.
La parte del lago sita a ridosso di Auronzo ha rive alberate, pulite,
con banchine e moletti, una vera manna per chi ama pescare in tutta
comodità.
L'acqua del lago di Auronzo è stupenda, limpida e potabile, con
colorazioni simili, a volte, a quelle dei mari del sud: dall'azzurro
chiaro al blu cobalto, passando per un'infinita gamma di gradazioni
intermedie.
Da vedere - Nel fondovalle, ai piedi del passo del Zovo, si allunga per 5 km ai lati della Grande Strada delle Dolomiti e del lago artificiale, ottenuto sbarrando l'Ansiei, Auronzo di Cadore, importante stazione turistica già alla fine dell'800. Centro di un'area economicamente rilevante in età veneziana, l'abitato, ripianificato nel 1859 da Giuseppe Segusini, ha smarrito un assetto alpino, qui basato su un compatto sistema di villaggi, ora solo intuibile nella dislocazione delle chiese. Tra queste, spicca la maestosa Parrocchiale di Villapiccola, pure realizzata su progetto di Segusini, dall'unitaria concezione neoclassica.
A monte, si può risalite l'alta valle dell'Ansiei; dalla val Giralba scende una celebre traversata dalle Tre Cime di Lavaredo. Presso la centrale elettrica, si vede oltrefiume la miniera abbandonata dell'Argenteria, che nei secoli ha dato galena argentifera, piombo e zinco. Della boscosità dei luoghi è testimone principale la foresta di Somadida, cui si accede in frazione Palus San Marco. Oggi riserva statale orientata di 1676 ettari, faceva parte delle "foreste di San Marco", boschi di alberi ad alto fusto che la Serenissima, qui come nel Cansiglio, regolamentava traendo legname per la propria flotta.