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Torri del Benaco
Borgo tra i più caratteristici della Riviera degli ulivi, posto ai piedi del Monte Baldo in zona incantevole tra i pini, uliveti e cedraie. E' collegato con Maderno, sulla sponda occidentale del Lago, con un servizio di traghetto per persone ed autovetture.
Storia - La tradizione vuole che i romani lo
chiamassero Castrum Turrium per le sue numerosi torri.
Particolare importanza Torri ebbe nel Medioevo; fu infatti capoluogo
della "Gardesana del Lago" e sede del Consiglio generale, prima che tale
Consiglio passasse a Garda. Il "Capitanio del Lago" riuniva il Consiglio
generale formato dai diciotto paesi confederati, per trattare
l'amministrazione delle rendite, la difesa dei diritti, la soppressione
degli abusi.
Resti della castra romana si trovano in piazza della chiesa, dove
Berengario nel 1009, datò da Torri sei diplomi regi. Antonio della Scala
fece ricostruire nel 1383 il grande maniero, di cui sopravvivono tre
torri, fra cui una romana, con altri interessanti regi. Antonio della
Scala fece ricostruire nel 1383 il grande maniero, di cui sopravvivono
tre torri, fra cui una romana, con altri interessanti resti.
A Torri nacque il filosofo e matematico Dominizio Calderini morto a Roma
nel 1487; la sua figura è ricordata in una stele marmorea nei pressi
della chiesetta della Santissima Trinità, con una iscrizione dettata dal
Poliziano.
Fra i tanti personaggi illustri che hanno soggiornato a Torri, ricordiamo
lo scrittore Andrè Gide che dal giugno al settembre del 1948 qui
trascorse, come ha lasciato scritto nel suo diario, "giorni splendidi".
Da vedere - In Piazza Calderini, la
chiesetta della Santissima Trinità con affreschi della scuola di
Giotto; e la facciata settecentesca del Palazzo Eccheli con la
vicina casetta quattrocentesca.
In Piazza della Chiesa la Torre del Berengario, resto molto ben
conservato della "Castrum Turrium" romana con annesso rione pure di
origini romane ("el trincerone").
Il Duomo, rinomato per la varietà dei marmi usati negli altari.